Chi siamo e da dove arriviamo ancora non lo sappiamo. Siamo certi che ivi idilliaco spazio è aperto a voi tutti, che v’entrerete con l'umiltà che vi s'addice. Liberate la mente da negativi pensieri, regalatevi emozioni pure e sincere, alla fine vi faranno piangere, ridere e soprattutto ritrovare l'io perduto nella non mente. (E.S.A. Lesath)

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Utente: lesath
Nome: Ethan Shaewn Ajakae Lesath 伊桑 山文 阿阿克 勒斯
Aisnet Press© nasce a Washington D.C. presso la Georgetown University nel 1993 ed ha trovato la sua sede definitiva a Ginevra nel 2005. Parte di quello che viene pubblicato nasce dalla umile mente creativa di Lesath, il resto sono informazioni ed articoli prelevati da altri blog o siti giornalistici ufficiali. Poesia e giornalismo sono gli hobbies principali che Lesath coltiva dall'età adolescenziale, poi la passione per le lingue straniere, spagnolo, inglese e francese ed anche interesse per la psicologia e le filosofie orientali. Lesath è nato in Italia anche se ama definirsi cittadino del mondo. Il presente blog è di proprietà dell'autore ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge 22 aprile 1941, n. 633: legge che, all'art. 171, sanziona penalmente la condotta di chi - senza il consenso dell'autore - riproduce, trascrive, diffonde o pone in commercio l'opera altrui. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Contact press: e_ajakae@hotmail.com

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dicembre 1 2008
Morti Programmate - 4° parte

Il padre di Rita ed il suo amico non proferirono alcuna parola, mostrando l’esperienza e l’addestramento acquisiti in anni di mala vita, i due si avventarono su Tetsuo con velocità e freddezza, lo accerchiarono ai fianchi e tirarono fuori due grossi coltelli. Tetsuo rimase immobile e con gli occhi fissi sui piedi dei suoi avversari. Quando provarono a colpirlo, il maestro di Rita scattò automaticamente in azione. Schivò il primo fendente al fianco sinistro, nel frattempo con le mani aveva già preso il braccio del padre di Rita e con un semplice movimento lo fece schiantare sul pavimento. L’altro allora tentò di mollargli un calcio allo stomaco, ma Tetsuo lo schivò con facilità e come una saetta si chinò e con un movimento del piede fece cadere a terra anche il suo secondo avversario. Mentre i due malviventi cercavano di capire cosa fosse accaduto, Tetsuo aveva sfilato la cintura dei pantaloni al padre di Rita e cominciò a colpirli con forza, mentre giacevano a terra, su tutto il corpo.

Da lontano si udiva il suono della sirena della polizia ed i vicini cominciavano ad avvicinarsi all’abitazione per capire l’origine di tutto quel trambusto. Tetsuo mise un piede sulla gola dello snaturato padre e disse:"..Tieni bene a mente che d’ora in poi ogni tua azione su queste bambine, avrà una conseguenza..". Poi uscì di corsa dalla porta sul retro, saltando le staccionate dei vicini, si dileguò tra i vicoli del quartiere, non prima di aver dato un bacio sulla fronte alla sua piccola allieva, che per la prima volta, quella sera, provò un senso di soddisfazione ed appagamento, nel vedere suo padre che riceveva una degna lezione. Gli anni passarono e Rita divenne l’allieva prediletta di Tetsuo. Fu lui stesso ad incoraggiarla nella sua scelta di entrare in polizia. Il padre nel frattempo non ebbe più il coraggio di infierire sulle figlie, ma la sua vita durò ben poco, dopo alcuni anni passati in galera, venne tradito dal suo clan per un affare di droga e venne ucciso.

Le sorelle di Rita invece presero la loro strada, Cindy era un medico legale molto affermato in città, Frida viveva in Canada col marito, Lucia lavorava come hostess in una compagnia aerea ed era sempre in viaggio, mentre Suzy, la più piccola, studiava informatica presso l’università della città e viveva nell’appartamento di Rita. L’agente speciale Rita Sanchez fu subito assegnata a John sin dal suo primo giorno, la decisione di Thomas, il capo del distretto, fu molto azzeccata. John ormai era una macchina, non relazionava più con i colleghi, faceva esclusivamente il suo lavoro, come un segugio ben addestrato, ma con l’unica pecca di calcare un po’ troppo la mano tramite atti di violenza. Rita aveva la competenza e la grinta per stare al passo con John, inoltre era l’unica persona che riusciva a contenere la sua ira e quindi evitava che il suo collega si cacciasse nei guai.

Tra loro esisteva un solido rapporto di collaborazione professionale, ma non solo, Rita provava una sorta di odio/amore nei confronti di John. Da un lato lo odiava per la macchia che nascondeva il suo passato, per i suoi eccessi di ira e l’abuso di alcool, d’altro canto lo ammirava per la sua freddezza, per la professionalità, e per quella stessa ira che doveva contenere, quell’ira che in diversi casi, al limite della legalità, si era rivelata l’unica arma utile per piegare i criminali. Rita non aveva mai avuto una relazione seria, stabile o impegnativa, soltanto flash, lampi di passione che si estinguevano con le prime luci dell’alba. Inoltre da quando era entrata a far parte del distretto, sembrava avesse spento il suo cuore ed eliminato ogni forma di passione, non aveva nessuna relazione da lungo tempo e le uniche cose che esistevano nella sua vita erano il lavoro e le sue sorelle, nient’altro.

Postato da: chimeras80 a dicembre 01, 2008 00:22 | link | commenti (5)
racconti, componimenti, la stanza di chimeras


Commenti
#1   01 Dicembre 2008 - 03:19
 
ciao chimeras,

il tuo racconto è finito o ci sarà un'altra puntata... buona settimana

alessia vettori
utente anonimo

#2   01 Dicembre 2008 - 08:50
 
ottima narrativa, un giallo che si tinge di rosso tenue.. è bello poter leggere qualche cosa che non abbia sbavature e frasi volgari... complimenti

barbara colussi
utente anonimo

#3   01 Dicembre 2008 - 09:32
 
il racconto è interessante, credo però ci si debba soffermare e descrivere di più l'aspetto caratteriale dei personaggi, che vengono descritti in maniera soft... comunque bravo..

dante sastre
utente anonimo

#4   01 Dicembre 2008 - 12:15
 
Un caro saluto Lesath, e che la Luce non manchi mai nella tua vita.
Un abbraccio ;)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Razalhock

#5   01 Dicembre 2008 - 12:22
 
Il primo commento critico. Grazie mille Dante, lo apprezzo parecchio. Fate tutti come lui!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chimeras80

Commenti